A Kiev Massimo Moratti non c'era. Ma non per questo si è perso un solo istante della partita che ha visto l'Inter andare sotto, rimontare e vincere in extremis contro la Dinamo di Andriy Shevchenko. Il primo successo in Champions League da un anno a questa parte. Una vittoria tanto sofferta quanto meritata, che potrebbe essere la svolta nella campagna europea degli uomini di José Mourinho.
VITTORIA ENTUSIASMANTE - "E' una vittoria maturata nel modo giusto, in maniera entusiasmante, dopo una partita disputata così bene e un secondo tempo spettacolare". Così il presidente dell'Inter ha commentato il successo al suo arrivo agli uffici della Saras. Alla domanda se si è trattato di una vittoria di José Mourinho o della squadra, ha replicato: "La vittoria di un gruppo, sia di Mourinho che è stato molto bravo, sia della squadra che ha mostrato carattere e ha saputo rispondere molto bene".
SEMBRAVA STREGATA - "Visto il pareggio del Barcellona in casa del Rubin Kazan - ha aggiunto - anche un risultato peggiore poteva essere accettabile, però eravamo veramente sfortunati, a un certo punto della gara sembrava fosse impossibile segnare. Questo è un periodo nel quale vedo sempre della grandi rimonte da parte di tutti, è capitato anche a noi ed è andata molto bene". Ad addolcire il successo è anche il fatto che si sta celebrando proprio in questi giorni l'anniversario dei cento anni della nascita di Angelo Moratti, presidente della Grande Inter: "E' stata una bella vittoria e un piacere per noi anche sotto questo punto di vista. E' stato un regalo della mia squadra, devo ringraziare tutti perché è stata una cosa bellissima, anche come famiglia ci ha riempito di gioia e ha riempito di gioia i tifosi, soprattutto".
FINALE MEMORABILE - Moratti è ancora emozionato. Specie se si parla del finale di gara: "Quei minuti li ho vissuti con entusiasmo, come credo abbiano fatto tutti anche perché non meritavamo di perdere, avevamo disputato un secondo tempo spettacolare, invece poi il calcio alla fine ti premia. Avevo già detto che squadre come il Rubin avrebbero potuto riservare sorprese. Quando sono stati sorteggiati questi gironi ho pensato che sia Barcellona che Inter avrebbero dovuto aver paura dei russi e degli ucraini perché sono due squadre di qualità, il Rubin è campione di Russia, non è che sia una piccola squadra. Ieri, poi ha giocato molto bene, una gara attentissima tatticamente e sarà difficile anche per noi affrontarli a Milano".
SOTTO CON IL BARCELLONA - Dulcis in fundo, il pensiero della prossima sfida di Champions. Quella del Camp Nou. "Possiamo ottenere un buon risultato anche lì - conclude Moratti - perché andremo a giocare a Barcellona per far bene, poi il calcio lo conosciamo e ieri sera l'abbiamo capito".
STANKOVIC, GALEOTTA FU LA TELECAMERA - Poco prima di scatenare la propria esultanza per la sofferta vittoria contro la Dinamo Kiev, l'interista Dejan Stankovic è stato protagonista di un gestaccio nei confronti del pubblico ucraino, come si vede nelle immagini televisive rilanciate da diversi siti internet. Succede tutto nel terzo minuto di recupero, con l'Inter che ha appena trovato il gol che le regalerà il successo in rimonta, e dagli spalti qualcuno lancia una bottiglia di plastica vuota. Il centrocampista serbo la raccoglie, la getta fuori dal campo, e mentre arretra, rivolto ad alcuni spettatori dello stadio di Kiev, mima un inequivocabile gestaccio a sfondo sessuale.
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